CIRCOLO ALDO MORO

Archive del mese di febbraio 2010

Manuela Ghizzoni ci parla del suo emendamento sblocca assunzioni nel DL Milleproroghe


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Pd sul comitato sicurezza: “Ma quale comitato di cittadini: si tratta di un’iniziativa della Lega Nord”

Leggiamo sulla stampa che si sarebbe costituito un fantomatico Comitato per la sicurezza a Carpi, promosso da un cittadino che afferma “A noi la politica non interessa. Il nostro gruppo non ha bandiere. E’ trasversale e raccoglie uomini e donne di ogni età: dai 18 ai 65 anni”.
Come direbbe Totò “Ma ci faccia il piacere!!”.
Chi ha promosso il comitato era candidato alle elezioni amministrative per la Lega Nord ed è chiaro che dietro a questo comitato c’è il partito di Bossi, che non ha nemmeno il coraggio di mostrare il suo vero volto.
Chieda la Lega Nord di Carpi, che è federalista solo a “chiacchiere” e non nei fatti, che il suo ministro degli interni on. Roberto Maroni, destini più risorse al nostro commissariato piuttosto che organizzare queste carnevalate.

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Il Pd a fianco degli immigrati in sciopero

I democratici aderiscono alla manifestazione del primo marzo. Un odg in Provincia: “Serve una vera politica d’integrazione”. Una giornata di mobilitazione per dar voce ai diritti degli invisibili. Il Pd dell’Emilia-Romagna aderisce allo “sciopero” degli immigrati proclamato per il primo marzo dal movimento spontaneo dei lavoratori extracomunitari.
“Le leggi volute dai governi di centrodestra con la scusa della sicurezza – spiega Cecile Kyenge, responsabile Immigrazione del Pd dell’Emilia-Romagna – hanno prodotto esattamente l’effetto opposto, più insicurezza per tutti. Gli stranieri, ormai, producono il 9 per cento del nostro Pil e anche per questo non possiamo più considerarle persone di passaggio nel nostro Paese”.

L’esponente democratica ha sottoscritto, assieme al capogruppo del Pd in Provincia Luca Gozzoli e al consigliere Fausto Cigni, un ordine del giorno che invita la giunta provinciale a sostenere la manifestazione del primo marzo e quella antirazzista del 12 marzo promossa dalla Cgil.

Le cifre parlano chiaro: sono 450 mila i residenti stranieri in Emilia-Romagna; 20 mila le persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana dopo 10 anni; circa 100 mila le persone in possesso della carta di soggiorno; altre 186 mila quelle munite di permesso di soggiorno. E sono ben 58 mila i minori nati in Italia – su un totale di 96 mila – che in moltissimi casi non hanno mai visto il Paese d’origine. Purtroppo, secondo la legge attuale, potranno diventare cittadini italiani solo dopo 18 anni ininterrotti di residenza in Italia.

“Gli addetti ai forni di ciclo continuo delle imprese ceramiche – spiegano i tre esponenti democratici – sono solo stranieri, senza di loro il distretto ceramico non esisterebbe; nella macellazione, gli addetti stranieri superano la metà della forza lavoro; la raccolta di frutta dipende in gran parte da immigrati rumeni; tra gli operai addetti alla lavorazione del parmigiano reggiano, uno su tre è indiano e lo stesso vale per la filiera del prosciutto di Parma. Sono tutti lavoratori perfettamente in regola – aggiungono – per i quali serve una vera politica d’integrazione”.

tratto dal blog di Manuela Ghizzoni

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Fine delle trasmissioni

Berlusconi imbavaglia la tv pubblica: stop alle trasmissioni di approfondimento durante la campagna elettorale, “sono solo un pollaio”. Intanto il governo taglia i fondi alla stampa: oltre 100 testate alla canna del gas. Il PD promuove una mozione bipartisan. Bersani: “Ecco cosa fa chi vuole ovattare la realtà e nascondere i problemi”.

Fine delle trasmissioni. Di quelle a tema politico, almeno. È questo l’ultimo attacco di Silvio Berlusconi alla libertà d’informazione. Bollando l’approfondimento televisivo come “pollaio catodico da sostituire con tribune elettorali”, il premier ha approfittato delle elezioni regionali in arrivo per liberarsi di programmi (e giornalisti) scomodi, come Ballarò di Giovanni Floris, Annozero di Michele Santoro e In ½ ora di Lucia annunziata. All’indice anche le trasmissioni d’inchiesta, come Mi manda Raitre di Andrea Vianello e Report di Milena Gabanelli. Certo, la mannaia della censura si abbatterà anche su fedelissimi come Bruno Vespa e Maurizio Belpietro, ma il cavaliere è disposto a sacrificare qualche pedina in cambio di un religioso silenzio.

Quel “pollaio” che infastidisce il premier. Il presidente del consiglio approfitta della presentazione del nuovo libro del conduttore di Porta a Porta per tuonare: “La par condicio è da abolire , è una legge liberticida”. Certo: contrasta con la sua libertà di fare tutto ciò che vuole. Non contento, va avanti: “E’ il pollaio della tv. In Italia abbiamo trasmissioni in cui non c’è confronto, ma risse”. E già. Lo sa bene lui che in una memorabile puntata di Porta a Porta offese Rosy Bindi definendola “più bella che intelligente”, un argomento che oltre ad essere degno di un maleducato è chilometri luce distante dal dibattito politico di cui oggi il premier si fa paladino.
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Steton, il Pd chiede un incontro al governo

L’on. Ghizzoni: “Attivare tutti i possibili ammortizzatori sociali”

«I licenziamenti alla Steton di Carpi sono solo gli ultimi di uno stillicidio che da mesi colpisce le imprese modenesi. In questo caso a pagare il prezzo della crisi è un’azienda metalmeccanica – dopo Omga e Sicar, solo per limitarci alle imprese storiche del distretto carpigiano – ma i colpi della recessione non risparmiano alcun settore, a partire dall’edilizia. E anche il tessile, nonostante le ristrutturazioni del comparto dovute alle reiterate e cicliche crisi, non è esente da vertenze.
Purtroppo, ancora una volta, sono i fatti a smentire l’irresponsabile ottimismo di chi, nel governo, continua a sottovalutare gli effetti di una crisi che ha spinto i disoccupati a superare la soglia dei due milioni e i cui deleteri effetti sulla produzione non si sono già esauriti anzi, stando almeno alle analisi più attendibili, si annunciano ancora più negativi proprio per l’anno in corso. La responsabilità del Governo è di non aver approntato e di non approntare le necessarie contromisure: non bastano le enunciazioni, sebbene assai condivisibili come quelle di Sacconi in difesa dei posti di lavoro della Glaxo di Verona. Ora servono fatti e risorse. Serve un impegno straordinario a livello nazionale per sostenere le piccole e medie imprese – il settore portante della nostra economia – e per fronteggiare la caduta della domanda, che si accompagni alle iniziative che regione ed enti locali, in questi mesi, hanno messo in campo per sostenere l’occupazione e rispondere al bisogno di liquidità delle aziende.
Chiederemo un incontro urgente al sottosegretario Viespoli per impegnare il governo a garantire l’applicazione nel distretto carpigiano e nella provincia di Modena di tutta la gamma degli ammortizzatori sociali. Resta l’indignazione e l’amarezza per il fatto che di fronte alla chiusura di aziende e alla perdita di occupazione – vere e proprie emergenze nazionali – il Parlamento sia occupato a legiferare sui problemi di un solo cittadino, il Premier, che recentemente è stato sottratto al “fastidio” di comparire nelle aule di tribunale».

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