CIRCOLO ALDO MORO

Archivio per la categoria 'Diritti'

Novi, Manuela Ghizzoni: “A fianco delle donne immigrate per cambiare”

L’On. Manuela Ghizzoni, deputata PD di Carpi, interviene sul caso di Novi: “Riprendere il cammino che, nella passata legislatura, aveva portato alla Carta dei Valori voluta da Giuliano Amato che sanciva l’uguaglianza tra uomo e donna”.

«Il brutale assassinio di Begm Shnez e il grave ferimento della figlia ci lascia tutti sgomenti. In questo momento il nostro pensiero va a Nosheen, che combatte tra la vita e la morte in un letto d’Ospedale, e alla vita spezzata di sua madre, uccisa da una violenza brutale che non ha, e non avrà mai, nessun tipo di giustificazione. Prima che culturale o religiosa questa è violenza sulle donne, che trova la sua causa nel mancato riconoscimento, da parte dell’assassino, dei diritti inalienabile della donna alla libertà e a decidere in autonomia.

Episodi così tragici ci ripropongono ancora una volta il tema difficile di come realizzare l’integrazione culturale e sociale con alcuni componenti delle comunità pakistane, fortemente legati alla mentalità patriarcale. È noto che le radici di questa mentalità hanno origine dal sistema delle caste chiuse e da un mondo rurale in cui far sposare la figlia al primo cugino significa preservare la proprietà delle terre ma si tratta di modelli inaccettabili perché si oppongono ai principi dell’autodeterminazione e della libertà della donna, su cui non si può transigere e che sono il frutto di un lungo cammino di emancipazione, che non intendiamo abbandonare e che vogliamo condividere anche con le donne immigrate, di prima e seconda generazione.

Dobbiamo perciò entrare in contatto con questi gruppi e se saremo al fianco delle donne riusciremo a fermare questi delitti e a costruire insieme un cambiamento culturale. Dobbiamo riprendere il cammino che, nella passata legislatura, aveva portato alla Carta dei Valori voluta da Giuliano Amato che sanciva l’uguaglianza tra uomo e donna. In questi ultimi anni ci si è fermati al tema, pur importante, della sicurezza, ma a scapito dell’integrazione, unica strada possibile per evitare in futuro sopraffazioni simili.

Se invece saremo ostili gli uni con gli altri, produrremmo solo conflitto e a rimetterci, come sempre, saranno i più deboli, donne e bambini. A Nosheen e ai suoi fratelli minori va la piena solidarietà delle donne modenesi che non si tireranno indietro e sosterranno con forza e determinazione un percorso di integrazione e di libertà che le donne non comunitarie nelle nostre realtà vogliono compiere».

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La violenza familiare non ha colore, né religione, né etnia.

Le consigliere provinciali Monica Brunetti e Cécile Kyenge:

Promuovere il dialogo e sviluppare forme di conoscenza dei diritti umani inviolabili e delle libertà fondamentali.
Incentivare e promuovere il Tavolo istituzionale per il contrasto alla violenza alle donne.

E’ quanto chiede, in un ordine del giorno, il gruppo consiliare del Pd in Provincia all’indomani del feroce omicidio di Novi.
Condanna è stata espressa dal capogruppo Luca Gozzoli che ha anche ribadito la necessità di rilanciare il dialogo tra culture per supportare il processo di integrazione dei cittadini stranieri.
Ecco, in proposito, una dichiarazione congiunta delle consigliere Monica Brunetti e Cécile Kyenge.

«Il tragico episodio di Novi ha radici, prima che religiose, culturali.
Il ruolo della donna in molte società è spesso subordinato e costretto a muoversi dentro un sistema prettamente patriarcale. Per questo le donne straniere sono quelle che da sempre incontrano maggiori difficoltà sulla strada dell’integrazione.
Occorre pertanto promuovere il dialogo per supportare il processo di integrazione dei cittadini stranieri.
Occorre sviluppare forme di conoscenza dei diritti umani inviolabili e delle libertà fondamentali per avviare percorsi di sensibilizzazione e responsabilizzazione delle donne e degli uomini, anche attraverso la costituzione di un Tavolo istituzionale tra rappresentanti delle comunità straniere e istituzioni del territorio.
Senza dimenticare che episodi di violenza familiare sono ancora all’ordine del giorno nel nostro Paese e non hanno né colore, né religione, né etnia.
La violenza domestica è in Europa e nel mondo la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 44 anni. Già una ricerca Eures e Ansa del 2005 ha rilevato che all’interno delle mura domestiche si verifica un omicidio ogni 2 giorni e che in 7 casi su 10 la vittima è una donna.
La Provincia di Modena è stata la prima in Italia a stipulare un Protocollo d’intesa con la Prefettura per il contrasto alla violenza alle donne e ha istituito un Tavolo Istituzionale cui hanno aderito forze dell’ordine, associazioni femminili, prefetto, magistratura servizi sociali e Ausl, servizio che va promosso ed incentivato per riuscire ad attuare piena prevenzione, soprattutto nei confronti delle donne straniere».

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Il Pd a fianco degli immigrati in sciopero

I democratici aderiscono alla manifestazione del primo marzo. Un odg in Provincia: “Serve una vera politica d’integrazione”. Una giornata di mobilitazione per dar voce ai diritti degli invisibili. Il Pd dell’Emilia-Romagna aderisce allo “sciopero” degli immigrati proclamato per il primo marzo dal movimento spontaneo dei lavoratori extracomunitari.
“Le leggi volute dai governi di centrodestra con la scusa della sicurezza – spiega Cecile Kyenge, responsabile Immigrazione del Pd dell’Emilia-Romagna – hanno prodotto esattamente l’effetto opposto, più insicurezza per tutti. Gli stranieri, ormai, producono il 9 per cento del nostro Pil e anche per questo non possiamo più considerarle persone di passaggio nel nostro Paese”.

L’esponente democratica ha sottoscritto, assieme al capogruppo del Pd in Provincia Luca Gozzoli e al consigliere Fausto Cigni, un ordine del giorno che invita la giunta provinciale a sostenere la manifestazione del primo marzo e quella antirazzista del 12 marzo promossa dalla Cgil.

Le cifre parlano chiaro: sono 450 mila i residenti stranieri in Emilia-Romagna; 20 mila le persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana dopo 10 anni; circa 100 mila le persone in possesso della carta di soggiorno; altre 186 mila quelle munite di permesso di soggiorno. E sono ben 58 mila i minori nati in Italia – su un totale di 96 mila – che in moltissimi casi non hanno mai visto il Paese d’origine. Purtroppo, secondo la legge attuale, potranno diventare cittadini italiani solo dopo 18 anni ininterrotti di residenza in Italia.

“Gli addetti ai forni di ciclo continuo delle imprese ceramiche – spiegano i tre esponenti democratici – sono solo stranieri, senza di loro il distretto ceramico non esisterebbe; nella macellazione, gli addetti stranieri superano la metà della forza lavoro; la raccolta di frutta dipende in gran parte da immigrati rumeni; tra gli operai addetti alla lavorazione del parmigiano reggiano, uno su tre è indiano e lo stesso vale per la filiera del prosciutto di Parma. Sono tutti lavoratori perfettamente in regola – aggiungono – per i quali serve una vera politica d’integrazione”.

tratto dal blog di Manuela Ghizzoni

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Depietri, la Lega Nord semina odio

Daniela Depietri, consigliera comunale del Partito Democratico di Carpi e Presidente della Terza Commissione Consiliare, interviene a proposito delle dichiarazioni sul canile del Capogruppo della Lega Nord Alboresi.
“La Lega Nord genera un clima di odio inaccettabile. Il subdolo paragone tra gli animali del canile e i nomadi è ripugnante e va condannato da tutte le forze democratiche e civili”.

“Dalle dichiarazioni del capogruppo della Lega Nord Argio Alboresi sul canile e sui nomadi emerge il DNA di una cultura politica che semina odio” – afferma Daniela Depietri, consigliera comunale del Partito Democratico – “Il paragone tra spese per i nomadi e per il canile è inaudito. Le dichiarazioni della Lega vanno respinte da tutte le forze democratiche e civili”.
“L’amministrazione comunale lavora perché diritti e doveri, e sottolineo in particolare i doveri, siano rispettati dai carpigiani di etnia sinti, ed è impegnata per promuovere l’integrazione dei bambini del campo e responsabilizzare maggiormente i singoli nuclei famigliari, anche attraverso l’adozione di contatori di elettricità individuali, in modo che ognuno si faccia carico delle proprie spese” – prosegue la De Pietri – “Nel campo Nomadi di Carpi ci sono minori e neonati. L’attenzione dell’amministrazione è rivolta in primo luogo a loro. Quanti si rifiuterebbero di fare una disinfestazione annuale per i topi? Quanti si prenderebbero la responsabilità di togliere l’elettricità a quei bambini?”
“Paragonare i cani ai nomadi come fa subdolamente la Lega, mettendo in relazione i tagli al canile con le spese per il campo rivela il lato peggiore della Lega Nord. Un partito cinico e intollerante, privo di idee e senza nessuna proposta per risolvere i problemi della città” – commenta la consigliera – “come dimostra la loro assenza alla discussione sul bilancio del Comune approvato qualche giorno fa”.
“I tagli a cui l’amministrazione è stata costretta sono dolorosi e mi sento di dirlo in particolare come proprietaria di un cane, Pepe, adottato alcuni anni fa proprio al canile comunale di Carpi. Non mancherò di partecipare a fianco dei volontari del canile ad azioni e attività per le raccolte fondi” – conclude la Presidente della Terza Commissione consiliare – “potrebbero farlo anche i rappresentanti della Lega, invece di proseguire con le loro campagne di odio per nascondere la pochezza delle loro idee”.

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