Archivio per la categoria 'Economia e lavoro'
La manovra finanziaria del Governo rischia di soffocare l’Italia!
La manovra finanziaria del Governo rischia di soffocare l’Italia!
Noi del Partito Democratico la bocciamo e proponiamo di puntare su 4 obiettivi:
- investimenti sull’economia verde, l’università e la ricerca,
- la riforma fiscale,
- l’allentamento del Patto di Stabilità per far partire un piano di piccole opere nei comuni,
- il riavvio delle liberalizzazioni.
Sul sito ufficale del PD è possibile leggere la nostra proposta.
Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, presenterà i nostri 4 obiettivi anche al ministro Tremonti stasera ad Annozero, alle 21.05 su Rai Due.
Non è la prima volta che i due si fronteggiano in tv, a novembre dello scorso anno avevano discusso della tracciabilità dei pagamenti. E a distanza di 8 mesi chi aveva ragione? Guardate il video e lo saprete.
Fortunatamente per ogni smentita di Tremonti o Berlusconi c’è sempre un video, un’agenzia o un’intervista dimenticata a sbugiardarli.
Esattamente ciò che è capitato (di nuovo) a Silvio Berlusconi, quando martedì sera ha telefonato in diretta a Ballarò su Raitre. Per dire cosa? Che lui non ha mai incitato ad evadere le tasse… Non è vero e in questo articolo, e nel video che Bersani ha postato su YouTube, lo dimostriamo, con le dichiarazioni che fece nel 2004.
Nessun commentoSicar: conclusa la vertenza. Arriva l’accordo sul prolungamento della Cassa Integrazione Straordinaria
Dopo circa 50 ore di sciopero, il presidio permanente dal 31 dicembre e l’apertura della procedura di mobilità il 4 gennaio per 42 dei 66 addetti dello stabilimento di Carpi, si è conclusa lunedì 22 marzo la lunga vertenza Sicar con l’esame congiunto della procedura di Cigs presso la sede della regione Emilia-Romagna
Ora, le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella procedura di mobilità potranno contare su ulteriori sei mesi di cassa integrazione straordinaria in deroga a decorrere da martedì 23 marzo 2010.
Al termine dei sei mesi si potranno richiedere altri sei, sempre utilizzando il “Patto per attraversare la crisi” siglato nella primavera del 2009 tra Regione Emilia-Romagna, Associazioni di Impresa e Sindacati.
Ricordiamo che l’accordo prevede la riduzione del numero degli esuberi a 39 rispetto ai 42 iniziali. Durante la permanenza in Cigs verrà mantenuta aperta la possibilità di accedere alla mobilità volontaria e, a titolo di incentivo all’esodo, lavoratrici e lavoratori percepiranno € 7.500 di cui € 3.000 ad aprile 2010 e € 4.500 al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Ad integrazione della Cigs, per le lavoratrici e i lavoratori è prevista una quota mensile non inferiore a € 1.000 composta da anticipazione di Tfr e indennità di mancato preavviso. Queste anticipazioni permetteranno alle lavoratrici e ai lavoratori di avere a disposizione mensilmente circa il doppio del valore della Cigs.
È stata inoltre individuata una soluzione che impegna la Sicar a sanare i contributi non versati dal 2007, riprendendo a versare i contributi correnti e a integrare i contributi non versati. Si recupera così il mancato accordo di lunedì 1° marzo presso la Direzione Provinciale del Lavoro.
La vertenza Sicar rappresenta l’inizio di una nuova fase della crisi. Come la Sicar, molte imprese modenesi stanno raggiungendo il termine di utilizzo degli ammortizzatori ordinari, e il ricorso agli ammortizzatori in deroga della Regione è l’unica via possibile per continuare a garantire tutele ai lavoratori. Vertenze simili sono già in corso, a partire dalla Steton di Carpi.
Siamo però pienamente consapevoli che per affrontare la portata di questa crisi non sarà sufficiente il grande impegno profuso dalle Istituzioni regionali. Serve anche l’impegno del Governo, che sinora non ha dato alcuna risposta alle richieste dei Sindacati sull’allungamento della durata degli ammortizzatori sociali nazionali.
Con la conclusione della vertenza Sicar viene premiata la tenacia delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno presidiato l’azienda per 55 giorni, tra freddi polari, piogge e nevicate.
Grande merito di questo risultato va poi attribuito alle Istituzioni comunali, provinciali e regionali, che hanno capito immediatamente il valore, anche generale della vertenza.
Così come di grande aiuto è stata la solidarietà ricevuta dalla città di Carpi, in tante sue articolazioni, forze politiche, circoli, singoli cittadini e dalle RSU delle altre aziende.
Lunedì 22 marzo è terminato il presidio davanti all’azienda, ora inizia il presidio per il rispetto dell’accordo.
(tratto da CGIL Modena)
Nessun commentoSteton, il Pd chiede un incontro al governo
L’on. Ghizzoni: “Attivare tutti i possibili ammortizzatori sociali”
«I licenziamenti alla Steton di Carpi sono solo gli ultimi di uno stillicidio che da mesi colpisce le imprese modenesi. In questo caso a pagare il prezzo della crisi è un’azienda metalmeccanica – dopo Omga e Sicar, solo per limitarci alle imprese storiche del distretto carpigiano – ma i colpi della recessione non risparmiano alcun settore, a partire dall’edilizia. E anche il tessile, nonostante le ristrutturazioni del comparto dovute alle reiterate e cicliche crisi, non è esente da vertenze.
Purtroppo, ancora una volta, sono i fatti a smentire l’irresponsabile ottimismo di chi, nel governo, continua a sottovalutare gli effetti di una crisi che ha spinto i disoccupati a superare la soglia dei due milioni e i cui deleteri effetti sulla produzione non si sono già esauriti anzi, stando almeno alle analisi più attendibili, si annunciano ancora più negativi proprio per l’anno in corso. La responsabilità del Governo è di non aver approntato e di non approntare le necessarie contromisure: non bastano le enunciazioni, sebbene assai condivisibili come quelle di Sacconi in difesa dei posti di lavoro della Glaxo di Verona. Ora servono fatti e risorse. Serve un impegno straordinario a livello nazionale per sostenere le piccole e medie imprese – il settore portante della nostra economia – e per fronteggiare la caduta della domanda, che si accompagni alle iniziative che regione ed enti locali, in questi mesi, hanno messo in campo per sostenere l’occupazione e rispondere al bisogno di liquidità delle aziende.
Chiederemo un incontro urgente al sottosegretario Viespoli per impegnare il governo a garantire l’applicazione nel distretto carpigiano e nella provincia di Modena di tutta la gamma degli ammortizzatori sociali. Resta l’indignazione e l’amarezza per il fatto che di fronte alla chiusura di aziende e alla perdita di occupazione – vere e proprie emergenze nazionali – il Parlamento sia occupato a legiferare sui problemi di un solo cittadino, il Premier, che recentemente è stato sottratto al “fastidio” di comparire nelle aule di tribunale».
Sicar, comunicato stampa
Il Circolo del Partito Democratico “Aldo Moro” di Carpi esprime viva preoccupazione per la situazione dei 42 lavoratori della Sicar di Carpi in mobilità e a rischio di licenziamento.È una situazione grave e sulla quale è importante mantenere l’attenzione pubblica.
I lavoratori sono tutt’ora in attesa di sapere se per loro verranno attivati gli ammortizzatori sociali. Il piano industriale che prevede il trasferimento presso lo stabilimento di Villabartolomea (VR) delle attività produttive e di parte dei servizi priverebbe il nostro distretto di una realtà storica dell’economia carpigiana.
Ai lavoratori esprimiamo la nostra piena solidarietà.
La cittadinanza di Carpi non può restare indifferente a questa vertenza che coinvolge decine di famiglie.
Siamo consapevoli della grave crisi che colpisce il settore metalmeccanico, ma ci appelliamo alla responsabilità sociale di un’azienda con così profonde radici nella storia del nostro distretto.
Chiediamo agli abitanti di Carpi, del quartiere di Quartirolo e ai lavoratori delle aziende metalmeccaniche della zona di unirsi alla protesta e al presidio dei lavoratori della Sicar, per portare la loro solidarietà e il loro pieno sostegno. Un gesto semplice, senza colori politici, ma importantissimo, per far si che la dignità dei lavoratori, dignità sancita fin dal primo articolo della nostra Costituzione, non resti solo sulla carta.
La mobilitazione può essere utile per favorire la ripresa del dialogo sindacale e l’avvio di una fase di concertazione per individuare soluzioni che non comportino la cancellazione dello stabilimento di Carpi.