CIRCOLO ALDO MORO

La tua voglia di cambiare, portala in Piazza!!


Sabato ci sarà la manifestazione organizzata dal PD a Roma per dire “BASTA” al Governo Berlusconi.

Di fronte ai gravissimi problemi con i quali tutti noi ci troviamo a fare i conti, a cominciare dal lavoro che viene meno, dalla scuola, dall’università, dalla crisi di tante imprese, dalla situazione di numerose famiglie, noi tutti sentiamo la necessità di portare avanti con fermezza e determinazione la battaglia per aprire una nuova fase e garantire all’Italia un futuro di ripresa e di rilancio.
Per questo è importante che Sabato tutti noi scendiamo in piazza, a Roma, per trasmettere forte e chiaro il messaggio che il governo ha fallito e deve cedere il passo.

Il PD di Carpi sta organizzando i pullman per permettere a tutti di partecipare. Il ritrovo è alle 5.30 di Sabato mattina presso l’autostazione delle corriere, rientro verso le 23.
Per maggiori informazioni e per prenotarvi potete contattare noi del Circolo oppure direttamente la sede del PD allo 059/688638.

Vi aspettiamo!!!

Nessun commento

Pranzo di autofinanziamento dei Circoli Aldo Moro e Centro Storico

Nessun commento

Assemblea sulla viabilità di Via Lama

Sabato 13 Novembre, alle ore 10, presso il Circolo Giliberti di Via Tassoni 8, l’Assessore ai Lavori Pubblici Carmelo Alberto D’Addese presenterà le nuove modifiche per la messa in sicurezza della viabilità di Via Lama.

Si invita la cittadinanza a partecipare numerosa!

Nessun commento

Novi, Manuela Ghizzoni: “A fianco delle donne immigrate per cambiare”

L’On. Manuela Ghizzoni, deputata PD di Carpi, interviene sul caso di Novi: “Riprendere il cammino che, nella passata legislatura, aveva portato alla Carta dei Valori voluta da Giuliano Amato che sanciva l’uguaglianza tra uomo e donna”.

«Il brutale assassinio di Begm Shnez e il grave ferimento della figlia ci lascia tutti sgomenti. In questo momento il nostro pensiero va a Nosheen, che combatte tra la vita e la morte in un letto d’Ospedale, e alla vita spezzata di sua madre, uccisa da una violenza brutale che non ha, e non avrà mai, nessun tipo di giustificazione. Prima che culturale o religiosa questa è violenza sulle donne, che trova la sua causa nel mancato riconoscimento, da parte dell’assassino, dei diritti inalienabile della donna alla libertà e a decidere in autonomia.

Episodi così tragici ci ripropongono ancora una volta il tema difficile di come realizzare l’integrazione culturale e sociale con alcuni componenti delle comunità pakistane, fortemente legati alla mentalità patriarcale. È noto che le radici di questa mentalità hanno origine dal sistema delle caste chiuse e da un mondo rurale in cui far sposare la figlia al primo cugino significa preservare la proprietà delle terre ma si tratta di modelli inaccettabili perché si oppongono ai principi dell’autodeterminazione e della libertà della donna, su cui non si può transigere e che sono il frutto di un lungo cammino di emancipazione, che non intendiamo abbandonare e che vogliamo condividere anche con le donne immigrate, di prima e seconda generazione.

Dobbiamo perciò entrare in contatto con questi gruppi e se saremo al fianco delle donne riusciremo a fermare questi delitti e a costruire insieme un cambiamento culturale. Dobbiamo riprendere il cammino che, nella passata legislatura, aveva portato alla Carta dei Valori voluta da Giuliano Amato che sanciva l’uguaglianza tra uomo e donna. In questi ultimi anni ci si è fermati al tema, pur importante, della sicurezza, ma a scapito dell’integrazione, unica strada possibile per evitare in futuro sopraffazioni simili.

Se invece saremo ostili gli uni con gli altri, produrremmo solo conflitto e a rimetterci, come sempre, saranno i più deboli, donne e bambini. A Nosheen e ai suoi fratelli minori va la piena solidarietà delle donne modenesi che non si tireranno indietro e sosterranno con forza e determinazione un percorso di integrazione e di libertà che le donne non comunitarie nelle nostre realtà vogliono compiere».

Nessun commento

La violenza familiare non ha colore, né religione, né etnia.

Le consigliere provinciali Monica Brunetti e Cécile Kyenge:

Promuovere il dialogo e sviluppare forme di conoscenza dei diritti umani inviolabili e delle libertà fondamentali.
Incentivare e promuovere il Tavolo istituzionale per il contrasto alla violenza alle donne.

E’ quanto chiede, in un ordine del giorno, il gruppo consiliare del Pd in Provincia all’indomani del feroce omicidio di Novi.
Condanna è stata espressa dal capogruppo Luca Gozzoli che ha anche ribadito la necessità di rilanciare il dialogo tra culture per supportare il processo di integrazione dei cittadini stranieri.
Ecco, in proposito, una dichiarazione congiunta delle consigliere Monica Brunetti e Cécile Kyenge.

«Il tragico episodio di Novi ha radici, prima che religiose, culturali.
Il ruolo della donna in molte società è spesso subordinato e costretto a muoversi dentro un sistema prettamente patriarcale. Per questo le donne straniere sono quelle che da sempre incontrano maggiori difficoltà sulla strada dell’integrazione.
Occorre pertanto promuovere il dialogo per supportare il processo di integrazione dei cittadini stranieri.
Occorre sviluppare forme di conoscenza dei diritti umani inviolabili e delle libertà fondamentali per avviare percorsi di sensibilizzazione e responsabilizzazione delle donne e degli uomini, anche attraverso la costituzione di un Tavolo istituzionale tra rappresentanti delle comunità straniere e istituzioni del territorio.
Senza dimenticare che episodi di violenza familiare sono ancora all’ordine del giorno nel nostro Paese e non hanno né colore, né religione, né etnia.
La violenza domestica è in Europa e nel mondo la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 44 anni. Già una ricerca Eures e Ansa del 2005 ha rilevato che all’interno delle mura domestiche si verifica un omicidio ogni 2 giorni e che in 7 casi su 10 la vittima è una donna.
La Provincia di Modena è stata la prima in Italia a stipulare un Protocollo d’intesa con la Prefettura per il contrasto alla violenza alle donne e ha istituito un Tavolo Istituzionale cui hanno aderito forze dell’ordine, associazioni femminili, prefetto, magistratura servizi sociali e Ausl, servizio che va promosso ed incentivato per riuscire ad attuare piena prevenzione, soprattutto nei confronti delle donne straniere».

Nessun commento

« Pagina PrecedentePagina Successiva »